Hamlet
album de familie
da Shakespeare, Mueller, Rilke, Majakovskij
Note di regia
Elsinore è una piccola prigione, con una finestra centrale aperta sull’oscurità. Una stanza coperta di libri, che
molto tempo prima erano leggibili e utili. Una stanza abitata da un ridotto nucleo familiare: Amleto, Ofelia, Gertrude e Claudio. I morti
della tragedia, quelli che non sono sopravvissuti alla violenza. Con loro, un personaggio d’invenzione chiamato Calauza
(traghettatore potrebbe essere una possibile traduzione), letteralmente atterrato in questo mondo claustrofobico per testimoniare,
proteggere, ricordare. E soffrire per il loro oblio. Un album di famiglia di poche pagine e l’opera fotografica del ceco Jan Saudek,
come principale fonte d’ispirazione.
Questo è stato il punto di partenza del nostro lavoro. Le immagini hanno significato tutto all’inizio. Ma le visioni
coagulano la forma, le azioni, i conflitti, le parole, così la narrazione di Shakespeare è rotta in frammenti
d’esistenza, la sua storia giudicata insufficiente alla comprensione e noi abbiamo usato l’immaginazione per andare oltre la
realtà del testo. Hamletmachine di Müller per distruggerlo, le parole di Rilke da I quaderni di Malte Laurids Brigge per
sospenderlo, la poesia di Majakovskij La nuvola in calzoni per trasformarlo in una protesta contro l’orrore del nostro tempo e,
naturalmente Shakespeare, compresso, allusivo e aperto a personali interpretazioni. ‘Il resto è silenzio’. E’
la prima volta che mi accade di lavorare con un teatro e con attori rumeni. Un viaggio intenso, profondo, un’esperienza emozionante.
Ho imparato molto dal loro coraggio, sensibilità, arte. E’ molto difficile tradurre in parole i miei sentimenti a riguardo.
Il solo pensiero ha di nuovo a che fare con l’idea di famiglia. Il mio più grande ringraziamento a tutti loro, dal profondo
del mio cuore, soprattutto per avere avuto tanta fiducia in me. E grazie alla mia città per avere deciso di rendere visibile questo
nostro tentativo anche in Italia.
Claudio Collovà
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