officine ouragan

mappa del sito | © officine ouragan - info@officineouragan.com - powered by: webmaster.fabergray.com

Le Buttane

pomeriggio notte mattina

di Aurelio Grimaldi

Note di regia

…il terzo lunedì del mese di novembre, alla finestra di una caso nera... ci chiedevamo quale idea avere, che faccia mostrare, fare, dominare, nel freddo.
Ora sappiamo: indumenti maschili, larga pozzanghera bianca, macchiata, e qui e lì sul bianco, una verde cravatta, un verde gilè d’alti tempi, un sorriso di denti cariati da cui si innalzano colonne di porte aperte sul vuoto. E acqua di stagno usata per il battesimo del senza-nome.
...il terzo martedì di novembre, vento che soffia sulle finestre di una casa nera …inutile serrare a terra i segreti, inutile impiccarli al soffitto, inutile negarli perché essi sanno riappa­rire in più di un quadro senza firma.
…il terzo martedì, mercoledì, giovedì, e così via...
perché a tutto c’é una ironia bastante utile per amare il vento che soffia per il naturale andare delle cose, per un flusso costante che lo accompagna fin da quando ero bambino, fin da quando era bambino il vento.
Il suono di una musica araba...
Questa terra non mi appartiene, questa terra non è più mia, non è mai stata mia, è in mano agli infedeli che sbattono le loro note del deserto sulle mie orecchie di peccatrice, eppure... eppure anch’io voglio essere accolta nel sonno, come fu per mia madre, per lo madre di mia madre e per la madre della madre di mia madre, amen.
…il terzo venerdì dei mese di novembre dovrebbe nevicare, imbiancare, dissimulare il rosso del sangue che verso sotto la coltre di candida neve, una candida coltre di fiocchi di neve mandata giù dalla mano di dio, anche lui pigramente seduto alla finestra di una casa nera, che tutto vede e nulla protegge, a cominciare dalle parole che vorrei dire e che non mi lascia dire, a cominciare dal silenzio che mette tutto a posto e dal rumore di preghiere lontane...
Ora sappiamo cosa contiene il nostro baule aperto sotto la luce di un faro, davanti a voi: un sogno, due lunghi abbracci, un bacio profondo dell’aria contro la polvere, un amplesso pagato e strapagato, la vanità di un uomo eccitato e deciso che ritiene l’indifferenza gradita accettazione.
...il terzo sabato, la terza domenica del mese di novembre...
un sonno di febbre all’aprirsi dei sipario.

Claudio Collovà