officine ouragan

mappa del sito | © officine ouragan - info@officineouragan.com - powered by: webmaster.fabergray.com

L'isola incandescente

liberamente tratto dall'opera di Vincenzo Consolo

Note di regia

Palermo è infetta! i quartieri popolari sono addobbati! corde da una parte all’altra della strada! Santa Rosalia! volgari camicie di seta/ le feste nei giardini o sulle terrazze! un quartiere di macerie! evacuazione/ accumulazione di immondizie! la guerra contro la civiltà! la cultura, la decenza! panciuta inferriata! veli variopinti/ disfatta parata di baroccume isolano! viene voglia di scappare in alto! la gente in attesa che guardava in alto! chiudevano svelti le tende sbiadite! una mamma con panzone e baffoni! questi fanciulli cronici! faccia di ceffo fanciullo all’improvviso distaccasi la luna! pazienza, in altri teatri, su nuove illusioni nascono certezze! siamo figli del Crudele, pazienza! io l’ho rappresentato solamente! e anche voi avete recitato una felicità che non avete! un mondo antico e nuovo, invaso dall’oblio! è finzione la vita, malinconico teatro, eterno mutamento! sipario dell’eterno! l’artista capisco e si studi di aggiustare! una dimenticata marcia scenografia teatrale! al capezzale del malato! che menzogna, che recita, che insopportabile linguaggio!! questo gran teatro compromes­so! il teatro s’è distrutto! la morte quotidiana! riaffiorano immobili sequenze! e troveremo un varco, un passaggio, e cosa ci attende dietro quel sipario?! mutata è la scena, ma uguale resta lo spettacolo, uguale il sogno, la pena naufraghi di una storia infranta! involontarie comparse! non conosciamo i confini, dimenticammo l’inizio, ignoriamo la fine, ma riferiamo incauti! e tuttavia per frasi monche, parole difettive, per accenni, allusioni, per sfasature e afonie tentiamo di riferire di questo sogno, di questa emozione! figure emergenti o svanenti! parola, sussurro, accenno, passo nel silenzio! vana sembra la ricerca, la prova di un racconto! sfuggenti immagini tutto si è svolto qua, in terra di Sicilia vicende sempre nuove, nuove avventure, ignote! capisco coloro che viaggiano, gli eterni erranti, i nomadi, i gitani. . . . ingannano la morte! ogni cosa in me è rimasta come avanti! provo grande nostalgia, e vorrei presto tornare nella mia cittate! il porto d’Ulisse dirlo fuor di racconto, di meta foro, è impresa ardua o vana! è in questo tempo per chi scrive un mortale rischio tradire il campo, uscire dal racconto, negare la finzione e i! miele letterario, riferire d’una vera realtà, d’un ritorno amaro, d’un viaggio nel disastro le lucciole che credevi scomparse, cominciano a tornare. Ne ho vista una ieri sera, dopo tanti anni.

dall’opera di Vincenzo Consolo il mio omaggio all’autore

Claudio Collovà