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Ulyssage#6 - Uomini al Buio, Ade

dall'Ulisse di James Joyce

Note di regia

Una storiella di una giornata
Ho iniziato con molta emozione questo viaggio intorno all’Ulisse di Joyce, uno dei romanzi più affascinanti e carichi che siano mai stati scritti. Sono partito del tutto arbitrariamente dal VI episodio, Ade\Il cimitero, lavorando sulla materia sepolcrale del testo, assorbendone gli infiniti rimandi e plasmandoli in assoluta autonomia. Ho lasciato che dentro di me si facesse il silenzio necessario per assorbire i mutamenti profondi delle atmosfere, dei linguaggi usati da Joyce e della sua scrittura erroneamente ritenuta astrusa. La scrittura è magica, e allo stesso tempo concreta. Ulyssage # 6, Uomini al buio ripercorre il tema ancestrale della discesa agli inferi di due uomini, che visitano un cimitero. Un numero infinito di morti, conficcati nella terra brulla del Novecento.

Chi sono questi due uomini?
Stephen Dedalus e Leopold Bloom, i due protagonisti maschili della Sacra Famiglia joyciana, che con Molly Bloom completano la triade. Bloom compie il suo viaggio in uno stato di cecità spirituale, prima ancora che fisica. In questo brancolare disperato di un padre che cerca un figlio e di un figlio che cerca un padre, le due figure si moltiplicano agli occhi dello spettatore e trovano un’esistenza che li rende affini.

Joyce mi ha portato infinite suggestioni: sotto i miei occhi, queste due figure sono diventate ora i becchini di Amleto, figura assimilabile a Dedalus per azioni e destino, ora piccoli pensatori che discutono di putrefazione e sorvolano il mondo abbracciati in un unico battito d’ali. Esiliati da casa, che entrambi lasciano alle otto di mattina e senza chiave, praticamente sfrattati, in questo mio lavoro finiscono con l’incontrarsi al cimitero. Accompagnati nella loro peregrinazione da un Angelo presto seppellito e dimenticato. Al capezzale di un Angelo, così come Bloom è al capezzale di Molly, una morta in vita, almeno nel suo cuore. Dal suo punto di vista colmo di rimpianto e di fuga.

Claudio Collovà, Palermo, 20 gennaio 2010