Uomini al Buio
Ulyssage #1
VI Episodio - Ade/il cimitero dall'Ulysses di James Joyce
La partecipazione di Bloom al funerale di un conoscente, morto, si dice, di un colpo apoplettico, ha come corrispondente omerico la discesa di Odisseo all'Inferno. Discesa nel nulla, questo è il significato che generalmente si attribuisce a questo episodio, particolare reso evidente dalla apparente vacuità del dialogo dei becchini di Amleto sulla morte e sulla vita, dalle diffuse considerazioni di carattere religioso, constantemente venate da ironia e disprezzo, dall'umore generalmente nostalgico con cui si guarda alla poca vita rimasta dalla soglia di un abisso. Ma il VI episodio ha come tema dominante il rapporto tra padre e figlio. Tutto il romanzo è in realtà anche il racconto di un inseguimento. Un padre alla ricerca di un figlio e di un figlio alla ricerca di un padre. Bloom, a contatto con gli altri che lo disprezzano, lo ignorano o lo trattano con condiscendenza, vive la sua visita in modo appartato e meditabondo, con l'animo colmo della memoria di Rudy - il figlio morto appena nato - e trasforma il suo dolore segreto in un postludio, abbandonandosi a una lunga fantasticheria sulla morte, concepita da lui solo nel suo aspetto fisico e materiale: questione di cellule, insomma, in una visione quasi chimica. Simbolo di questa situazione esistenziale è il personaggio ignoto, Mc Intosh, tredicesimo in fila al funerale, un fantasma uscito dal nulla e numero della Morte, un uomo cieco, che Bloom molto poeticamente chiama 'uomini al buio', regalandomi un titolo che amo molto. Sull'altra sponda Stephen Dedalus sente "un abisso di temperamento e di destino" da suo padre e dai suoi amici. La moderna psicologia definirebbe questi due caratteri come l'introverso e l'estroverso. Mr Bloom, un tipo che è nel mezzo, a momenti effusivo, eppure anche nei momenti del suo pensiero nero, prudentemente riservato o represso, molto più consanguineo del padre consustaziale di Dedalus. E il giovane Stephen che come Telemaco cerca il padre Ulisse senza in effetti mai trovarlo, e che nel suo dubbio affettivo trova la forma di un Amleto a noi contemporaneo ed eterno. Due uomini questi miei personaggi al capezzale di un Angelo morto, o com'è più giusto, in una eterna agonia.
Claudio Collovà
Caltanissetta 10 marzo 2009
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