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Uomini al Buio

Ulyssage #1

VI Episodio - Ade/il cimitero dall'Ulysses di James Joyce

Note di regia

Bloom - "Guarda un pò quante cose possono fare. Leggere con le dita. Accordare pianoforti. ...Uomini al buio li chiamano."

La mia ipotesi di lavoro è centrata su un dettaglio - per me molto importante - dell'enorme tela pittorica dell'Ulysses di James Joyce. Intendo procedere, come il suo pių ignoto personaggio, in cecità. Questi è un cieco, di giovane età, e cammina con un esile bastone per le vie di Dublino, accorda un pianoforte in un bar in cui verranno cantate canzoni di disillusioni, abbandoni amorosi e tradimenti, è in ignoto - tredicesimo in fila a un funerale - e compare ancora una volta nei pensieri del protagonista Bloom in Itaca, episodio lontano. Questo personaggio cosė esile narrativamente, è - per questa mia ricerca - diventato fondamentale e rappresenta il primo oggetto da cui partire per una serie di studi performativi sull'Ulysses. Angelo della morte che aleggia sui vivi. Ci si imbatte in lui all'improvviso e se si segue il suo tragitto e la sua astratta traiettoria dalla sua prima comparsa a quando esce definitivamente di scena, egli risulta poco pių che una comparsa in un film.
Il reiterato attraversare la scena del ragazzo cieco non è un fatto casuale: è lui che, cieco strumento del destino, sembra accompagnare Bloom verso l'amara consapevolezza dell'infedeltà di Molly.
Le sue sporadiche apparizioni, pari a quelle degli angeli nei loro rapporti con gli essere umani, vivono per lo pių con una ignota identità e costellano di interrogativi l'intera narrazione.

Claudio Collovà